Locandina Roma

PROMETEO - Tragicommedia

Di Valentina Ferrante da Eschilo e Gide

 

 

Regia

Ferrante/De Grandi

Con

Adriano Aiello, Micaela De Grandi, Valentina Ferrante, Federico Fiorenza

Voce fuori campo

Angelo Tosto

Musiche originali

Luca Mauceri

Paesaggi sonori

Alessandro Aiello

Costumi

Nunzia Capano

Elementi di scena

Michele De Grandi

Aiutoregia

Roberta Andronico

 

Quando Prometeo (un nomen omen, letteralmente “colui che pensa prima”) rubò il fuoco a Zeus per donarlo agli uomini, fu vittima dello stesso tiranno che lo incatenò ad una rupe e poi lo fece sprofondare nel Tartaro.

E' così che Prometeo diventa, nell'immaginario collettivo, l'avversario per antonomasia e al tempo stesso la vittima dello strapotere di Zeus alla cui legge si ribella, simbolo della lotta per il progresso e per la libertà. Eroe solitario, poeta incompreso, libero artista, portatore di civiltà e di conoscenza, che non si rassegna a rimanere servo del potere ma che sopporta la sua sorte con pazienza, poiché sa che i tiranni di oggi sono inevitabilmente destinati a cadere domani.

In questa singolare versione del mito abbiamo inserito un sottotitolo: tragicommedia. Perché vogliamo ridere dei nostri idoli e dei nostri carnefici che ad una mente illuminata appaiono come abili cabarettisti e al tempo stesso commedianti da quattro soldi.

La commedia è quando un illusionista diverte il popolo, la tragedia quando diventa il suo capo.”

Grazie all'espediente del riso la tragedia si tinge di colori diversi, meno cupi, più surreali e vicini ai nostri tempi chiassosi dove ogni fatto, anche quello più turpe e indegno, diventa spettacolo.

Resta un solo dubbio: il dio immortale Prometeo, perennemente divorato dalla sua aquila/coscienza, indosserà anch'egli giacca e cravatta per unirsi al banchetto dei potenti? Oppure sarà il poeta Prometeo, che attraverso il suo sacrificio, rimanendo in catene, si consacrerà immortale? Troppo labile è il confine tra onestà e tradimento... siamo pronti a tutto!

Teaser: https://youtu.be/aUqE5Ce12RQ 

 

Estate 2019

24 luglio - Villa Pisani, Patti Marina (ME)

10 agosto - Eraclea Minoa (AG)

11 agosto - Selinunte (TP)

13 agosto - Caucana, Santa Croce Camerina (RG)

 

Tournée 2020

Dal 31 gennaio al 9 febbraio - Teatro Arcobaleno, Roma

21 e 22 marzo - Zò, Catania

 

TIVVU' NON MI PIACI PIU'

Di Valentina Ferrante

 

Regia

Ferrante/De Grandi

Con

Pietro Casano, Micaela De Grandi, Valentina Ferrante

Costumi ed elementi di scena

Nunzia Capano, Michele De Grandi

 

Quanta televisione, internet e quanta irrealtà vengono propinati ai bambini di oggi pur di farli star buoni davanti ad uno schermo, isolandoli e spegnendo la loro fantasia?

“Tivvù non mi piaci più!” racconta la storia di Gigetto, un bambino a cui importa poco studiare e confrontarsi e che passa il suo tempo davanti agli schermi di casa, guardando programmi spesso poco adatti alla sua età. E se un giorno mettendo in ordine la soffitta, tra gli scatoloni, saltassero fuori tanti personaggi bizzarri? Lì Gigetto, accompagnato da Samantha Reality, personaggio bislacco ed ignorante, proiezione del suo immaginario mediatico scoprirà infatti il “mondo dei giocattoli”, così ricchi di storie interessanti, con cui tessere dei legami importanti, con cui mettere in gioco la fantasia fino a sminuire pian piano, i miti televisivi. Tra gare di grammatica con il coinvolgimento del pubblico, in compagnia dei colti topolini che animano la soffitta, tra musica, poesia e danza qualunque piccolo uomo si sveglierebbe dall'isolamento in cui i nuovi marchingegni elettronici ci relegano.

Alimentare la creatività e la condivisione (col gioco, con la lettura, con l'arte) è la sfida che oggi in una società altamente social e mediatica, ci si pone per “recuperare” il senso della collettività e della comunicazione reale e non virtuale, la conoscenza e il rispetto del “passato” (incarnato qui dai vecchi giocattoli), quello scambio di idee ed emozioni che si crea solo attraverso il contatto con altri occhi, altre mani, altre anime.

 

Stagione 2019/20

17 novembre - Teatro Donnafugata, Ragusa Ibla (RG)

LA FESTA DELLE DONNE

Adattamento da Aristofane di Valentina Ferrante

Regia

Ferrante/De Grandi

Con

Pietro Casano, Micaela De Grandi, Valentina Ferrante, Federico Fiorenza

E con gli allievi attori dell'International Theatre Centre di Comiso diretto da Walter Manfrè:

Valentina Cannizzo, Alessia Gurrieri, Manuel Manfrè, Sebastiano Presti

Musiche originali

Luca Mauceri

Costumi

Nunzia Capano

Elementi di scena

Michele De Grandi

 

LA FESTA DELLE DONNE è uno dei testi più comici che Aristofane ci ha lasciato ed in questa nuova edizione di Banned Theatre coniuga ad un tourbillon di gag e di situazioni esilaranti, l'importante tema della considerazione della donna nella società di ieri come di oggi. Le nostre eroine aristofanee, durante la festa delle Tesmoforie, cercheranno di farsi giustizia, condannando a morte Euripide, nemico, con le sue opere, del loro buon nome. Euripide proverà a salvare la pelle con l'aiuto del parente Mnesiloco ma a causa dell'inettitudine di quest'ultimo e per colpa dei cattivi costumi di entrambi i sessi, ne accadranno delle belle. Se alla fine Euripide riuscirà nel suo intento non ve lo sveliamo ma di sicuro quest'ennesimo scontro tra uomini e donne avrà risvolti assai comici e surreali.

“Troppu vistuta, troppu pilusa, si troppu laria, megghiu si chiusa, si troppu nuda, troppu eleganti, vattinni a li casi, a priari li santi”

Se ne dicono tante della donna e quasi mai la si giustifica o le si perdonano i peccati, come se portasse addosso la colpa atavica di quel piccolo morso alla mela. Una storia universale dunque, che potrebbe accadere in qualsiasi tempo e in qualsiasi luogo e che in questa versione ha i colori del Mediterraneo, di quei popoli che lo abitano, di quelle culture così diverse ma quanto mai simili.

Tra le novità, un piccolo omaggio al grande Edoardo Sanguineti, che con la sua “Ballata delle donne” regala alla parabasi un momento di alta poesia. Agli attori di banned si unirà un gruppo di giovani e talentuosi attori dell'International Theatre Centre di Comiso diretto da Walter Manfrè ed insieme si cimenteranno in questa divertentissima ed attuale commedia.

E' con grande onore che Banned Theatre ringrazia il Maestro Manuel López Oliva, famoso artista cubano, che ci ha concesso di utilizzare come immagine della nostra locandina la sua opera “Alternative” che, anche nel titolo, ci ricorda la natura “alternativa” del nostro gruppo.

 

Spettacolo creato per il Calatafimi Segesta Festival - Dionisiache 2018

 

PRIMA NAZIONALE

Teatro Antico di Segesta, 7 agosto 2018, ore 19.15

LE NUVOLE

Adattamento da Aristofane di Valentina Ferrante

Con

Giovanna Criscuolo, Micaela De Grandi, Valentina Ferrante, Federico Fiorenza, Massimiliano Geraci, Giovanni Rizzuti

Regia

Ferrante/De Grandi

Musiche

Luca Mauceri

Costumi

Nunzia Capano

Elementi di scena

Michele De Grandi

Grafica

Alessandro Scuderi

 

Spettacolo prodotto in collaborazione con il Calatafimi Segesta Festival - Dionisiache 2017

 

Il mondo è un enorme immondezzaio. Prima che scoppi una guerra gli esseri umani, smarriti, vanno alla ricerca della loro identità.

Ed ecco che si leva una voce in loro aiuto: il barbone Socrate che, servendosi di mezzi informatici, parla alle masse, ma in realtà le imbroglia e le “imbriglia”. E' quel genere di comunicazione corrotta che lava via i pensieri e la capacità di discernimento, rendendoci tutti uguali, omologati, schiavi di clichè.

La trama: un contadino arricchito, di nome Strepsiade, si rivolge a Socrate per imparare a fregare il prossimo ed estinguere i suoi debiti. Dopo aver tentato invano di frequentare la scuola di Socrate, Strepsiade, stremato dalla sua stessa ignoranza, convince il figliolo Fidippide ad imparare l’arte del raggiro presso il pensatoio di Socrate. Alla fine della storia, la morale è sempre quella: vai per fare del male e del male ti sarà fatto. Fidippide, infatti, istruito dai due adepti del barbone, il discorso giusto e il discorso ingiusto, che gli insegneranno le tecniche oratorie per frodare, avrà la meglio sul padre piegandolo alle sue voglie con esilaranti e sorprendenti risvolti.

Le dee Nuvole che Socrate presenta al bifolco Strepsiade come uniche sovrane, sembrerebbero proprio le eteree ed inconsistenti parole del moderno popolo del web. False verità che ci propinano, sfuggente chiacchiericcio telematico tra massaie. E chi ci crede è uno Strepsiade!

 

Tournée 2017:

17 agosto - Teatro antico di Segesta (TP)

3 settembre - Palazzo della Cultura di Catania

Tournée 2018:

10 aprile - Teatro Garibaldi Modica

11 aprile - Teatro Pirandello Agrigento

Estate 2018 "Teatri di pietra Sicilia"

Selinunte, Eraclea Minoa, Palazzolo Acreide

Studio per CARNE DA MACELLO

Progetto scritto e diretto da Ferrante/De Grandi

Con Elisabetta Anfuso, Giovanna Criscuolo, Micaela De Grandi, Valentina Ferrante, Laura Giordani

E con la partecipazione della sessuologa Susanna Basile

Musiche Luca Mauceri

Costumi Nunzia Capano

Canzoni scritte ed interpretate da Betta

Aiutoregia Raniela Ragonese

Assistente tecnico Carlo Giordano

Allestimenti tecnici e scenici Teatro Stabile di Catania

Si ringraziano: Il vocal coach Armando Nilletti e l'assistente alla drammaturgia Federico Fiorenza

Una produzione del Teatro Stabile di Catania in collaborazione con Banned Theatre

 

Di plastica

Donne di plastica o avvolte nella plastica. Donne inguainate, bendate, coperte per non essere guardate. Bambole intontite, merci da scaffale, scoperte per essere ammirate. E poi prese, usate, avvolte nel sacco della spazzatura e gettate. Si fa ciò che si vuole di una donna, di una femmina.

Giornali e televisioni mercificano il suo corpo, lo sentiamo dappertutto, è suggerito in ogni immagine, in ogni parola. Qualcosa non va ma inaspettatamente ci stiamo e siamo tutti vittime e tutti carnefici.

L’uomo che ama e fa e disfa, la donna che ama e lascia fare.

Ma l’amore no, non è possesso, non prevede gerarchie! Quello è il retaggio di una cultura maschilista che all’apparenza non è più ma che nella sostanza ci pervade.

Il viaggio

Ciò a cui lo spettatore, suo malgrado, assiste ogni giorno attraverso il martellante tamtam mediatico, gli verrà spiegato nel profondo. Adesso, in questo luogo, chi vorrà vedere dovrà armarsi di coraggio e guardare oltre quel muro trasparente che lo separa dall’orrore. Adesso si ride!

Uno squarcio nell’inferno della nostra realtà “surreale”. E siamo proprio noi le vittime di una società che ci aggredisce brutalmente con immagini e dettagli orrorifici e che rivende il dolore altrui patinandolo brutalmente e rendendolo quasi seducente.

E’ il viaggio nel teatro scomodo, quello dell’animo umano, e nell’orrore della moderna coscienza sociale.

Studio per CARNE DA MACELLO è un happening teatrale durante il quale, ogni sera, secondo il “modus creandi” di Banned Theatre, si svilupperanno immagini e suggestioni sempre nuove, frutto del lavoro di improvvisazione degli attori.

Il femminicidio a teatro: perché cultura e conoscenza portano civiltà e grazie ad esse, forse, riusciremo un giorno a sconfiggere i nostri demoni.

 

Stagione 2016/17

15 - 16 - 17 - 18 - 22- 23 - 24 - 25 giugno 2017, Chiostro dei Minoriti, Catania

Tournée 2018:

24 marzo - Teatro Naselli Comiso

25 novembre - Teatro Verga Catania

LYSISTRATA

Adattamento da Aristofane di Valentina Ferrante

Con Giovanna Criscuolo - Micaela De Grandi - Valentina Ferrante - Federico Fiorenza - Massimiliano Geraci - Giovanni Rizzuti

Regia Ferrante/De Grandi

Musiche Luca Mauceri

Elementi di scena Michele De Grandi - Simona Ferrante

Costumi Nunzia Capano

Assistenti alla regia Roberta Andronico - Luigi Nicotra

Il sesso fa muovere il mondo! Lysistrata lo sa, ne è convinta e mette in atto uno stratagemma creativo e surreale: tutte le donne greche dovranno astenersi dall’avere rapporti sessuali con i mariti finché la guerra del Peloponneso non sarà cessata. Ma nel tentativo di rovesciare le regole della società maschilista del tempo, Lysistrata è in fondo costretta a confermarle e a conti fatti sembra proprio che il potere decisionale delle donne rimanga legato esclusivamente al sesso. Purtroppo con il suo eroico sciopero otterrà soltanto un’uguaglianza ed una pace provvisorie.

Banned Theatre propone un divertente adattamento della famosa commedia di Aristofane ed affronta con spirito il tema della parità fra i sessi, attribuendo ad entrambi pregi e difetti in egual misura, benché gli antichi greci, affetti da incurabile ginecofobia, attuassero tutti gli stratagemmi per diffamare le donne e tenerle lontane dalla vita pubblica del paese.

Ma come poter pensare che gli uomini, quelli seduti ai posti di potere o impegnati negli affari bellici, siano infallibili nelle loro scelte o comunque migliori delle donne?

La storia ci insegna che siamo “pieni di errori” e non ne facciamo una questione di genere. Ma di sicuro trascuriamo un punto importante: le donne sono naturalmente e semplicemente MADRI.

“In realtà la guerra è più un affare da donne, perché esse ne sopportano il peso due volte: partoriscono i figli con dolore, li allevano con tanto amore e poi li vedono andare via a fare i soldati!”.

Le madri portano la vita dentro e ne comprendono appieno il valore.

STOP THE WAR! E’ il grido delle donne e madri di Atene che, nella moderna rielaborazione della paràbasi, evocano una visione profetica dei giorni nostri, travolti da guerre e conflitti di varia natura: religione, denaro, potere. Sono quelle stesse guerre che strappano i figli alle madri. STOP THE WAR!

“Polemos è padre di tutte le cose” diceva Eraclito. Se non ci fosse guerra tra i contrari non ci sarebbe vita. Ma il Logos come Padreterno, ovvero colui che è armonia in profondità, forse si disvela nella maternità, nel meraviglioso atto della procreazione, dunque, della creazione. La madre è una divinità incantevole.

Se la negazione dell’atto sessuale potesse risolvere un conflitto, a cosa potrebbe portare il rifiuto alla procreazione? Segnerebbe la fine dell’umanità. La madre è dunque sacra.

Nell’atmosfera giocosa della Lysistrata si toccheranno temi importanti, ma si evidenzierà soprattutto l’aspetto comico del testo di Aristofane, offrendo uno spettacolo al contempo divertente e riflessivo.

Attraverso l’uso delle maschere e coadiuvati dalle efficaci musiche originali di Luca Mauceri, i sei attori in scena esploreranno il caleidoscopio dei tipi umani con esilaranti capovolgimenti dei generi maschile e femminile.

Tournée estate 2016:

16 agosto - Teatro Antico di Segesta (TP)

17 agosto - Poggio del Sole, Ragusa

18 agosto - Realmonte (AG)

10 settembre - Corte del Palazzo della Cultura, Catania

 

Tournée stagione 2016/17

19-23 ottobre - Teatro Arcobaleno, Roma

 

Tournée estate 2017:

8 luglio - Area archeologica di Caposele, Formia (LT)

22 luglio - Valle dei templi, Agrigento

6 agosto - Eraclea Minoa (AG)

12 agosto - Selinunte (TP)

19 agosto - Palazzolo Acreide (SR)

 

Tournée 2018

8 marzo - Teatro L'Idea, Sambuca di Sicilia (AG)

 

Tournée 2019

17 agosto - Teatro greco di Tindari (ME)

19 e 20 agosto - Teatro antico di Segesta (TP)

 

Spettacolo in co-produzione con il "Calatafimi Segesta Festival - Dionisiache 2016"

SEGNI DI MANI FEMMINILI

Di Valentina Ferrante

Con Nunzio Bonadonna, Micaela De Grandi, Valentina Ferrante

Soggettiva video Alessandro Aiello

E con la partecipazione in video di Nellina Laganà

Regia Ferrante/De Grandi

Sonorizzazioni Cane Capovolto

Costumi Anna Maria Patti

Elementi scenici Nunzia Capano - Michele De Grandi

Light designer Massimiliano Geraci

Assistenti Emiliano Longo - Marco Spitaleri

 

Lo spettacolo Segni di mani femminili dipinge un ritratto della comunità ebraica che popolò la Sicilia a partire dal IV° secolo d.C. fino alla cacciata del 1492. Uno spaccato di vita, sconosciuto ai più, che appartiene alla nostra terra ma del quale restano pochissime tracce. Eppure gli ebrei, a cui erano affidati principalmente i mestieri legati al “vile” denaro, erano alla base dell’economia dell’isola e la loro cacciata ne segnò il repentino declino.

Singolare e curiosamente moderna era la condizione delle donne. In una società di tipo patriarcale, esse affermavano comunque il loro diritto all’indipendenza e all’istruzione. Donne capaci di gestire interi patrimoni, di decidere delle loro nozze e di svolgere molte professioni, soprattutto quella medica. Donne che lasciarono un segno, silenziosamente avanti. Tra le tante storie femminili scopriamo allora quella di Virdimura, ebrea, licenziatasi dottoressa in medicina a Catania nel 1376, che dichiarò pubblicamente il suo intento di curare i più poveri e bisognosi.

Virdimura sboccia come un piccolo fiore rivoluzionario nel cammino di sangue e fuoco del popolo ebraico. Angoscia e speranza si nutrono l’una dell’altra disegnando questa “silenziosa rivoluzione”.

Attraverso il racconto della vita di Virdimura si affronta inoltre il tema attuale della diversità, condannando gli integralismi di tipo religioso e restituendo dignità agli esseri umani qualunque sia il loro credo.

 Siamo come parti diverse dello stesso corpo” 

Perseguitati nei secoli perché “condannarono” Cristo, bruciati e depauperati delle loro ricchezze, in nome di un’intolleranza che, purtroppo, non si sarebbe fermata ed avrebbe ancora dovuto raggiungere il suo apice di disumanità nei campi di concentramento nazisti, gli ebrei sono l’esempio primigenio di come la diversità fomenti l’odio e sia motivo di paura.

Lo spettacolo, interpretato dagli attori Nunzio Bonadonna, Micaela De Grandi e Valentina Ferrante, che si esprimono attraverso vari linguaggi teatrali (teatro classico, contemporaneo e di ricerca, commedia dell’arte, pantomima, danza, teatro delle ombre) si avvale anche del prezioso contributo audiovisivo realizzato ad hoc dal videomaker ed artista Alessandro Aiello e dell'efficace presenza in video dell'attrice Nellina Laganà.

 

Spettacolo prodotto in partnership con il progetto I-ART.

Finalista e vincitore del Premio gradimento pubblico al Premio Nazionale di teatro Città di Leonforte 2016.

 

Link Youtube al teaser da 5': https://youtu.be/uReJbAywzTQ

DOSTOEVSKIJ CARNAVAL

Adattamento di Valerio Tambone

Traduzione di Tatiana Kalinina - Svetlana Colibaba - Anastasia Starkova

Con Mauro Maria Amato - Nunzio Bonadonna - Giovanna Criscuolo - Micaela De Grandi - Valentina Ferrante - Emiliano Longo - Marco Spitaleri

Regia e scene Valerio Tambone

Costumi Anna Maria Patti

Light designer Massimiliano Geraci

Tradotto dal russo e adattato dal regista Valerio Tambone, il testo si ispira a “Dostoevskij Trip” di Vladimir Sorokin, uno dei massimo autori contemporanei russi, censurato da Putin, che ha autorizzato per noi la nostra versione attualizzata dagli accadimenti nell’Est europeo. Sette anonimi drogati in crisi di astinenza si chiudono in un luogo segreto per soddisfare la loro violenta fame di identità, volendo essere, pretendendo di essere senza essere nessuno, incapaci di accettare il vuoto, hanno perso tutto, soprattutto la cosa più importante: la loro identità. La società ed il potere economico gliel’hanno tolta. Fuori non si può uscire, c’è la guerra, ma ci si abitua anche a questo. Quale “droga” più idonea e modo più vivifico per rubare un’identità se non la letteratura? Così gli otto anonimi “si fanno” degli autori più grandi di tutti i tempi, Beckett, Tolstoj, Genet, Joyce… finché un pusher molto atteso porta loro una droga pericolosissima, capace di farli piombare in una bolgia infernale: l’Idiota” di Dostoevskij. Divengono i protagonisti del romanzo colti nel momento in cui Nastassja Filippovna determina le sorti di tutti. Come in ogni trip, c’è una fase acuta: i personaggi, assetati del dio denaro, degenerano quindi, come idoli di sé stessi, in un vertiginoso carnevale di onnipotenza, destinati a superare ogni limite e a collassare tragicomicamente per riscoprire la loro miserabile verità. Anche quando “sé stessi” vuol dire “Nulla”. Denunciano così il motivo per cui si son rinchiusi li dentro, ingabbiandosi nel loro rifugio ed evitando così la morte certa per strada. Nel luogo segreto del mascheramento, pieno di tutto ciò che serve per costruire il loro carnevale quotidiano, la tessitura drammaturgica si densifica poiché a differenza di altri autori già "sperimentati" come droga, la grandezza di Fedor Dostoevdkij è a dir poco incontrollabile e vicina ad una overdose, poiché altrettanto unica è la capacità del grande autore di scandagliare l'animo umano. E' uno spettacolo tragicomico, feroce e commovente.

Nomination per la "Miglior regia" al Roma Fringe Festival 2014.

Link Youtube al video dal vivo: https://youtu.be/kENbmYRnBXE

LA “VIE D’ARTISTE” RACCONTATA DA MIA NIPOTE

Omaggio allo zio Ercole Patti, scrittore

Da un’idea di Valentina Ferrante

Testi di Ercole Patti e ricordi di Valentina Ferrante

Con Mauro Maria Amato - Valentina Ferrante

E con Emiliano “Fool” Longo

Questo intenso recital/mise en espace nasce dalla necessità di raccontare il mio significativo seppur  breve incontro su questa terra con uno zio illustre, lo scrittore catanese Ercole Patti, fratello del mio nonno materno. Solo cinque anni realmente insieme, ma tante storie, tanti aneddoti ascoltati da mamma, parenti, amici. La testimonianza di quanto straordinariamente ironico fosse quest’uomo che possedeva innata l’arte del descrivere, del raccontare con parole semplici e raffinate la vita catanese del dopoguerra con i suoi vezzi e vizi e la tanto decantata “dolce vita” romana.

Lo spettacolo offre, oltre alla parte dedicata ai ricordi familiari, un excursus tra i brani più significativi dello scrittore attraverso la lettura e la drammatizzazione di due eclettici attori: Mauro Maria Amato e la sottoscritta.

Il tutto condito dai folli interventi dell’attore e “rumorista” Emiliano Longo che spezza e rompe, con la sua ilarità, la sobrietà del viaggio letterario, rendendolo divertente e piacevolmente fruibile dal pubblico di ogni età.

Valentina Ferrante